Da “Metropolis” di Domenica 28 Gennaio 2007

Una scuola in Africa in memoria di Bartolomeo Petrucci.

Il 47enne stabiese si è spento lo scorso giugno per una grave malattia.

Passo dopo passo. Lungo sentieri polverosi e, spesso, senza scarpe! Passo dopo passo, sono in decine che raggiungono la loro scuola: la “Bartolomeo Petrucci” Burkina Faso, uno dei paesi più poveri del mondo. Villaggio di Youngou, uno dei più disagiati. Fin’qui, passo dopo passo, è arrivata la solidarietà di una famiglia stabiese. Fino alla scuola, i bambini’del villaggio fanno tutti i giorni anche 10 chilometri a piedi per sperare in un futuro migliore. Grazie a Lui, Bartolomeo Petrucci. Bartolomeo è morto lo  scorso giugno. Una malattia, rara gli ha tolto il dono della vita a 45 anni. Ma mai la forza del sorriso. I suoi familiari ‘hanno deciso di   devolvere tutti i suoi averi  per costruire la scuola in Burkina Faso,’ un modo per onorarlo, nei migliori   dei modi.”

“La scomparsa di Bartolomeo  ci  ha lasciato un dolore immenso -racconta uno dei familiari- ma anche un grande messaggio d’amore”. Bartolomeo aveva fin dalla nascita una malattia al sangue che gli ha sempre procurato  dei seri problemi motori.

Ma fino alla fine ha avuto la forza di pensare e di dedicarsi ai più deboli.

Così è nata l’idea della scuola da costruire in Africa. <<Abbiamo messo in pratica ciò che Bartolomeo ha testimoniato con la sua vita – raccontano i familiari >>.

Così siamo tutti quanti partiti alla volta di Youngou. Con grande emozione abbiamo assistito all’inaugurazione della scuola e visto negli occhio i bambini a cui, Bartolomeo, anche nel momento della sua scomparsa, ha fatto tanto bene”. La popolazione del posto, da anni aspettava quest’opera.

Nel villaggio di Youngou decine bambini potranno finalmente avere un’istruzione.

La famiglia: “Era il modo più bello per ricordarlo”

La scuola era stata promessa da un progetto che, però, non è andato mai in porto per mancanza di copertura finanziaria. I bambini di Youngou avevano quasi perso la speranza di vedere il loro sogno realizzato. La scuola non compariva nemmeno all’orizzonte, anche se percorrevano 10 chilometri a piedi. Solo la solidarietà della famiglia Petrucci ha fatto sì che le cose cambiassero. Ora, come tutti i loro coetanei, i ragazzi di Youngou possono studiare. Alla “Bartolomeo Petrucci” le lezioni già sono iniziate. La mamma, le due sorelle, non potevano avere idea migliore per ricordarlo La famiglia del Petraro ha fatto conoscere quanto grande, sia stato il  cuore di Bartolomeo. Un  cuore che continua a battere, nonostante la morte. La vita nuova che ha donato ai bambini del Burkina Faso serve a rendergli onore anche adesso che non c’è più.  Chi l’ha conosciuto, dice che Bartolomeo aveva un  carattere di ferro. Paradossalmente, la stessa malattia che, secondo i medici, doveva stroncarlo già ben prima dei 47 anni, l’ha reso più forte. Passo dopo passo, dopo aver coperto anche quindici chilometri per raggiungere la scuola, probabilmente se ne accorgeranno anche i ragazzi di Youngou.

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Da “Metropolis” del 11 Luglio 2007

I progetti realizzati dall’Onlus Bartolomeo Petrucci.

Scuole ed ambulatori per i bambini, da Zabrè i ringraziamenti del sindaco.

 

Un pozzo, una scuola elementare con cinque aule, un deposito per  le attrezzature scolastiche, tre abitazioni per gli insegnanti ed infine un ambulatorio medico con due stanze per i medici volontari: questi i primi risultati realizzati in Burkina Faso dalla Onlus “Bartolomeo Petrucci”, associazione nata tre anni fa e presieduta attualmente da don Bartolo Del Gaudio, prete stabiese impegnato in diversi progetti di cooperazione all’estero. “Sei anni fa -racconta il padre missionario-conobbi un extra comunitario proveniente dal Buriana Faso il quale mi parlò delle condizioni di vita nel suo paese e della difficoltà che la popolazione aveva nel reperire acqua potabile. Mi disse che la gente era costretta a percorrere più di 15 chilometri a piedi per recarsi a scuola o per attingere acqua. Fu allora che capii che dovevo fare qualcosa per quelle persone e cosi, tramite l’aiuto di gente del posto e di volontari, realizzammo un pozzo e cominciammo a costruire delle aule scolastiche. Oggi, grazie al lavoro di molti e all’apertura delle autorità locali, abbiamo inaugurato, a dicembre scorso, una struttura polivalente in grado di ospitare circa 90 bimbi per classe. Inoltre, poiché gli insegnanti sono obbligati a risiedere nell’ambito scolastico, stiamo ultimando tre abitazioni realizzate per loro. Un risultato lusinghiero per Don Bartolo e tutti i volontari che collaborano con lui per portare avanti  il nome di Bartolomeo Petrucci, uno stabiese prematuramente scomparso a causa di una rara malattia del sangue e che tanto amava l’Africa ed il suo popolo.

Proprio per ringraziare gli stabiesi impegnati in questo progetto e nel contempo salutare l’amministrazione comunale e proseguire il suo “friendship tour”, un viaggio per sensibilizzare le istituzioni italiane sulla questione povertà in Burkina Faso, è giunto ieri a Castellammare Dèsirè Sibdou Zagre, sindaco di Zabrè (distretto che comprende 41 villaggi e luogo in cui l’associazione ha realizzato il pozzo e la scuola) e deputato al Parlamento Nazionale del Burkina Faso.

Entusiasta e a tratti commosso per l’affetto ricevuto in questi giorni di soggiorno in Italia, il sindaco Zagre ha subito voluto  puntualizzare: “il progetto è molto interessante, fa del bene alla mia terra e incrementa anche le relazioni interpersonali tra le popolazioni.

Nell’iniziativa sono state impegnate anche autorità locali che hanno appoggiato pienamente il progetto. Grazie ai lavoro di tutti, oggi abbiamo nel distretto di Zabrè la scuola più bella e più funzionale, indicata anche come polo didattico da! Governo “burkinese”. Una soddisfazione doppia, dunque, per gli esponenti dell’associazione Bartolomeo Petrucci e per il primo cittadino del villaggio di Youngou (dove sono ubicate le strutture) che si proietta subito su nuovi progetti futuri: “penso che questa iniziativa cambierà significativamente la qualità della vita delle persone. Io amministro un distretto di circa 960 chilometri quadrati e posso assicurare che avere un pozzo con acqua potabile migliorerà sicuramente l’esistenza della gente che potrà avere l’acqua senza percorrere lunghe distanze e anche degli agricoltori che potranno irrorare  i campi. L’aumento del livello di alfabetizzazione, poi, potrà solo farci prospettare un futuro migliore. Il mio compito però non è terminato, mi batterò in parlamento per la costruzione di altre scuole e per la realizzazione di pozzi in tutti i villaggi”.

Pasquale Cesarano

 

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