Da “il MESSAGGERO” del 27 Febbraio 2010

 

Dopo 10 anni di lavoro in Friuli è tornato nel Burkina Faso, uno dei Paesi più poveri del mondo, per creare un’azienda che dia lavoro ai suoi connazionali, evitando che debbano percorrere la sua stessa storia di emigrazione. E’ la storia di Dara Marc Gambo.

La storia di Dara Marc Gambo è simile a quella di tanti africani che  hanno dovuto emigrare per potere vivere. Proviene, infatti, da uno dei Paesi più poveri del mondo, il Burkina Faso dove solo il 30 per cento della popolazione si può garantire due pasti quotidiani e la restante parte vive con meno di un dollaro al giorno.

Arrivato in Italia nel 2000, ha lavorato in provincia di Pordenone; fino a pochi mesi fa, quando ha deciso di dedicarsi al suo progetto, ovvero la creazione di una azienda agroturistica nel Villaggio di Youngou in Burkina Faso. Da un lato l’allevamento di pollame e la coltivazione del mais kej, una specie precoce che ha una resa 3,2 tonnellate per ettaro, dall’altro la creazione di una serie di alloggi, in corso di edificazione, per dare ospitalità ai turisti che intendono conoscere, non con l’ottica dei villaggi vacanza, una Nazione immersa nella natura africana.

L’emigrazione – afferma Dara Marc Gambo – non risolve il problema della povertà e della fame nel mondo. Gli uomini in tal senso possono costruire una vera e propria rete di solidarietà internazionale. Il mio scopo è quello di consentire ai miei connazionali rimasti in Africa e che sognano di emigrare per migliorare le loro condizioni di vita di cercare di fare, nella propria terra, ciò che hanno realizzato in Europa e in America”.

Un esempio, quindi di ritorno nella propria terra d’origine per impedire la partenza di altri emigrati, di stringente attualità in un momento nel quale  la crisi economica ha ridotto le opportunità di lavoro per gli extra comunitari anche in una regione  relativamente ricca qual è il Friuli Venezia Giulia.

Il progetto, avviato lo scorso anno, gode del sostegno dell’ Associazione     Bartolomeo Petrucci, una Onlus pro Africa», e dell’Associazione dei burkinabè. Originari della città di Zabrè, immigrati e residenti in Friuli Venezia Giulia. All’ iniziativa è interessata anche Barbara Gambellin, che sta effettuando un dottorato internazionale a Roma, e che in passato ha seguito diversi progetti di integrazione degli immigrati per Comuni e istituzioni del pordenonese e ha lavorato, come insegnante, nei centri di  formazione per adulti. L’iniziativa imprenditoriale dovrebbe comportare  l’assunzione di 50 lavoratori, tra i quali alcune  guide turistiche, oltre a una serie di impiegati a livello stagionale, mentre dal punto di vista della ricettività turistica si intende attingere ai canali della cooperazione decentrata anche per consentire a friulani di poter formare personale burkinabè.

Per contattare Dara Marc Gambo è possibile scrivere alla casella di posta elettronica: youngou-espoir-idara@libero.it

Stefano Polzot da “Il Messaggero Veneto”

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